Polidori: “Finale di conference alla nostra portata”

Frangerini

 

Un etrusco d’adozione, arrivato al campo di allenamento solo per fare un paio di corsette è diventato nel giro di qualche settimana, com’era prevedibile, un punto di riferimento della squadra. E’ questa una breve sintesi dell’avventura livornese di Giorgio Polidori, ex wide receiver di squadre di Prima Divisione come Lazio Marines e Giants Bolzano. Per il classe ’87 è arrivata subito una grande prestazione nella gara d’esordio con gli Etruschi Livorno, culminata nel touchdown del momentaneo 25-0 contro i Trappers Cecina. Queste le sue parole al sito ufficiale della squadra, che lo ha raggiunto in settimana per ricevere le sue prime impressioni su questo nuovo capitolo della sua vita sportiva:

Polidori Giants

Parlaci delle tue precedenti esperienze:
Ho giocato sin dal 2002 nei Lazio Marines, una delle squadre della mia Roma. Le ultime due stagioni invece le ho passate nei Giants Bolzano, un’altra formazione di IFL con la quale ho assaporato in entrambe le occasioni la semifinale di campionato. Il 2015 per me è stato però un anno amaro, un infortunio mi ha impedito di aiutare i miei compagni di team nelle fasi finali della competizione”.

Come mai ti troviamo qui a Livorno?
“Sono in città per motivi lavorativi visto che ho un contratto con l’ENI e lavoro qui in raffineria. La mia storia è iniziata quando mi sono presentato una sera al campo sportivo chiedendo alla dirigenza di potermi allenare, poi ho visto che lo staff e la squadra erano validi e dunque ho deciso di tuffarmi in questa nuova avventura”.

Quella contro i Trappers Cecina è stata la tua prima partita a nove? Che sensazioni hai avuto?
“Non era il mio esordio assoluto in quanto già nel 2012 avevo fatto un’esperienza molto particolare in FIF. In quell’occasione avevamo messo su una squadra, si chiamava “Terminators”, con alcuni compagni della nazionale per rivederci e non star fermi dato che il campionato FIF si svolge da settembre a dicembre. Le differenze rispetto al football ad undici non sono moltissime, c’è un po’ più di spazio in campo ma niente di più. Forse è più divertente per la libertà di cui si gode”.

Eri già abituato a fare il ritornatore o è stata un’idea del coaching staff labronico?
Il ruolo di ritornatore, sia sui punt che sui kick-off, lo avevo già sperimentato nelle stagioni a Bolzano. Ogni tanto mi è capitato di ricoprire questa posizione anche nei Marines, specialmente quando non c’erano gli americani o per preservarli. Ovviamente, riallacciandomi alla domanda precedente, in Terza Divisione ci sono quattro uomini in meno in campo, questo vuol dire meno blocchi ma anche meno avversari che ti braccano”.

Dove pensi che possa arrivare la squadra degli Etruschi Livorno?

“Gli amaranto hanno un bel gruppo, le qualità per far bene ci sono. Ovviamente servirà restare sempre concentrati sull’obiettivo, questo è un aspetto che fa la differenza. La nostra fortuna è quella di avere un quarterback molto competente in relazione al campionato ed agli avversari che affrontiamo. Alessandro Campora (questo il nome del quarterback, ndr) è ben visto anche dallo staff del Blue Team e ha partecipato ad alcuni ritiri con la nazionale. La possibilità di ottenere dei risultati validi – prosegue Polidori – è alla nostra portata, nonostante la squadra si sia formata da poco. Confido in una finale di conference”.

Polidori Etruschi

Invece a livello personale come stai affrontando questa nuova sfida?
“Mi sono infortunato a maggio in una partita contro i Seamen Milano (campioni d’Italia in carica, ndr), subendo il terzo intervento alla spalla nel giro di quattro anni. A novembre ero venuto al campo sportivo solo per allenarmi, non pensavo di tornare subito in campo per giocare delle partire ufficiali. Dopo un po’ la spalla ha iniziato a migliorare in maniera progressiva ed allora mi sono chiesto perché mai non avrei dovuto partecipare al campionato con il resto degli Etruschi. Per me è una specie di anno sabbatico, ma mi piace molto allenarmi e divertirmi con questa gente. Non mi interessa fare niente di eccezionale, l’importante è passare del tempo piacevole in questo ambiente. Mi trovo veramente molto bene, l’unica cosa meno positiva è che il campionato non è organizzato in maniera rigida come accade in IFL e dunque capita anche di avere intervalli di un mese fra un match e l’altro”.

Visto che questa squadra ha un’età media molto bassa vedi nessuno che può emulare la carriera di Polidori in questo sport?
“Se escludiamo un paio di elementi il roster è molto giovane. Ci sono elementi veramente validi, un giorno non mi stupirei di vederli lottare sui campi di Prima Divisione”.

Polidori Nazionale Italiana

Il tempo passa veloce, Giorgio Polidori, che si è preparato per l’allenamento mentre conversava con noi, ha indossato la maglia della nazionale tedesca, cimelio di uno scontro vissuto in prima persona difendendo i colori italiani. Non possiamo trattenerci oltre, per il wide receiver è arrivato il momento di scendere in campo.

 

 

 

(Matteo Angiolini – addetto stampa Etruschi F.A. Livorno)

 

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