EdC: La Faustezza

Frangerini

 

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EDC4_3Sono sempre stato dell’idea che una squadra si costruisce anche, e soprattutto, dallo spogliatoio. Esso è un luogo molto intimo, dove tutti sono allo stesso livello; non ci sono formalità, non c’è la (chiamiamola così) supervisione degli adulti.

Lo spogliatoio è un po’ la tana del branco ed è da lì che nascono tormentoni e goliardie che tengono alto lo spirito, anche quando magari fuori dal campo va tutto storto; perchè sì, agli allenamenti si va per allenarsi, migliorare e tutto il resto, ma lo si fa anche per staccare dalla vita reale e sentirsi un po’ in pace, un po’ liberi, un po’ eroi.

E’ per questo che decisi di far conoscere ai miei compagni (ma anche a tutto il resto della società visto il “successo” che ha avuto anche sui coaches, Presidente compreso) La Faustezza.

Come identificare questa Faustezza? Una dottrina? uno stile di vita? Non lo so bene neanche io; posso solo dirvi che fu una cosa nata dal niente quando ero ragazzino, in una di quelle belle ma oziose giornate estive in un famoso stabilimento balneare livornese in cui sono praticamente nato.

EDC4_2Non è facile da spiegare, certe cose si sentono, si percepiscono nell’aria; ma provate ad immaginarvi un uomo di mezza età, un uomo maschio, ma non rozzo e cavernicolo; nelle sue vene deve scorrere il perfetto connubio tra la mascolinità e la classe che differenziano gli uomini arrivati ad una certa età, in cui conta solo la qualità e il gusto personale. Da lì si classificano anche i prodotti come i vestiti, i profumi, l’intimo, le auto; qualsiasi cosa che faccia ricordare la figura di questo uomo immaginario di nome Fausto, che il sabato mattina fa la doccia col “Pino Silvestre” e poi si spara la settimana enigmistica sulla poltrona mentre ascolta la musica, magari quei gruppi italiani che andavano dai ’60 agli ’80: i Dick Dick, gli Equipe 84, PFM, Banco del Mutuo Soccorso; insomma, probabilmente tutti noi abbiamo un padre Fausto.

Mano a mano, poi, la cosa ha preso piede, e il movimento si è evoluto con le sue diramazioni ede i suoi stili diversi; dall’essere indie del Fausto boscaiolo con la camicia a quadri, a quello più snob ed elegante del Fausto classico, nacque persino la parte dedicata alle donne che, al contrario di quello che pensavo, seguono molto i canali di questa “ideologia”

Da tutto questo, anche grazie al permesso concessomi dai coaches, sono nati i Merits Faustezza: ad ogni partita premio i miei compagni che si sono distinti con azioni Fauste, volete degli esempi? Cercare di ricevere in tuffo senza arrivarci, capitomboli in mezzo al fango, salti nelle mischie, movimenti goffi ma efficienti, azioni fatte col cuore, fumble ricoperti rotolando, azioni eseguite da giocatori che non ti aspetti (specialmente uomini di linea) intercetti coreograficamente sporchi; viene premiato anche chi non entra in campo ma comunque incita la squadra con ardore e rispetto, senza brontolare per non essere stato della partita nel senso più stretto del termine.

Tutto questo viene onorato con un piccolo adesivo rotondo raffigurante un pino verde su sfondo bianco da attaccare allo shoulder; il fortunato che a fine anno avrà più merits, riceverà un piccolo regalo dal sottoscritto, o magari una sorta di “scettro” da passarsi anno dopo anno tra i più Fausti della squadra.

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Insomma, ridendo e scherzando, credo di aver creato qualcosa che, oltre ad essere divertente, riesca anche a tenere alto lo spirito della squadra, amalgamando ancora di più il gruppo.

Da precisare che anche alcuni ragazzi di altre squadre si sono uniti al movimento, conosciuti nei vari camp o addirittura durante qualche partita, riescono a seguire le vicissitudini di questo “credo” grazie alla pagina Facebook che sta riscuotendo un discreto successo.

E tu che stai leggendo adesso, che fai? Vuoi essere dei nostri?
Alessandro “Babbo” Bernini

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